2019 “ IL LAVORO CON LA FAMIGLIA NELLA CURA DEI DCA”

Con il sostegno della

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione rappresentano delle patologie complesse, la cui sofferenza coinvolge non solo il paziente ma anche i familiari che si trovano ad essere coinvolti nel percorso di cura. Infatti, vivere e prendersi cura di un familiare affetto da disturbi alimentari rappresenta una sfida per i familiari che vivono sentimenti di colpa, impotenza, frustrazione, disorientamento e stress. In conformità alle principali linee guida nazionali e internazionali, l’Associazione il Pellicano ONLUS che da anni offre accoglienza, ascolto, supporto e assistenza terapeutica ai pazienti affetti da disturbi alimentari e loro familiari, intende attivare degli spazi d’intervento specifici e dedicati a lavorare per e con le famiglie. La finalità principe sarà implementare forme integrate di trattamento rivolte ai pazienti e ai familiari, per potenziare le risorse personali e interpersonali in una prospettiva di empowerment individuale e familiare. A tal fine saranno predisposti spazi terapeutici e di supporto per le famiglie, verranno introdotte valutazioni familiari in fase di assessment e una modalità di TFC che prevederà nei casi indicati il coinvolgimento dei familiari; verrà infine predisposto un numero telefonico che possa rappresentare un supporto per pazienti e familiari durante la settimana. Il Progetto avrà ricadute in termini di efficacia e di efficienza sia a livello individuale, familiare e sociale, permettendo un maggiore contenimento dell’impatto socio-economico che i disturbi alimentari comportano per le famiglie e i servizi territoriali.

Obiettivi del Progetto

La finalità del progetto sarà il trattamento integrato dei DCA, attraverso interventi di empowerment individuale e familiare, potenziando le risorse personali e le capacità relazionali dei pazienti ma anche dei loro familiari. Con questo Progetto, infatti, s’intende aiutare e sostenere le famiglie che si trovano ad affrontare il disturbo alimentare di un proprio caro, al fine di offrire spazi terapeutici distinti ma al tempo stesso integrati al paziente e ai propri familiari, per sostenere psicologicamente le persone nel percorso di cura e promuovere risorse comunicative e relazionali per rafforzare il sistema familiare.

Gli obiettivi specifici che si intende perseguire nei pazienti saranno i seguenti:

  • Incrementare la consapevolezza e le conoscenze relative al disturbo alimentare.
  • Migliorare la qualità di vita dei pazienti e il grado di autonomia personale.
  • Recupero ponderale e normalizzazione del peso corporeo.
  • Recuperare modalità di assunzione dei pasti che promuovano la salute e le relazioni interpersonali.
  • Migliorare i parametri clinici e contenere le complicanze internistiche.
  • Incrementare i livelli di regolazione emotiva.
  • Ridurre e contenere ansia, tratti ossessivi e perfezionistici.
  • Promuovere forme efficaci di comunicazione e relazionali.

Gli obiettivi specifici che si intende perseguire nei familiari saranno i seguenti:

  • Incrementare le conoscenze relative al disturbo alimentare
  • Ridurre i livelli di stress e potenziamento delle capacità di coping.
  • Recuperare modalità di assunzione dei pasti che promuovano la salute e le relazioni interpersonali.
  • Ridurre e contenere ansia, senso di colpa e di impotenza .
  • Promuovere forme efficaci di comunicazione e relazionali.
  • Promuovere una maggior coesione e individuazione anche nel contesto familiare.
  • Creare una rete di supporto sociale.

Forme di comunicazione

 Il progetto verrà comunicato attraverso pubblicazione sul sito ufficiale dell’Associazione

Modalità di attuazione

Il progetto prevede le seguenti attività:

  • Valutazione psicodiagnostica integrata: sarà attuata durate tutto il progetto su ogni nuovo ingresso alla struttura coinvolgendo, laddove possibile anche i familiari; sarà articolata in 3/4 incontri individuali e familiari di circa un’ora durante cui svolti colloqui e somministrati self report volti alla rilevazione di difficoltà emotive, alimentari e relazionali. A tal fine si richiede l’acquisto di specifici strumenti di assessment.
  • Training di Familiarizzazione con il Cibo Integrato verrà svolto per tutta la durata del progetto, dal lunedì al sabato per tutti i pasti della giornata. Il TFC verrà svolto, sulla base delle necessità del paziente, sia individualmente che con la partecipazone della famiglia. Vi sarà una prima fase teorica della durata di 3 incontri in cui l’equipe fornirà delle informazioni per la gestione del pasto e le relative difficoltà sotto il profilo psicologico. Seguirà una seconda fase che vedrà la presenza di operatori al tavolo del pasto per facilitare la trasmissione pratica delle informazioni ricevute. Saranno previste anche delle esposizione esterne, in cui il cibo potrà essere consumato in locali esterni alla struttura e ambienti “fobici” come ristoranti e pizzeria e, in caso di necessità, anche a casa del paziente.
  • Colloqui di supporto alla coppia e alla famiglia: la presenza di uno spazio di sviluppo adeguato può avere un impatto positivo per il benessere del sistema familiare, e quindi degli individui che lo compongono. Attraverso dei colloqui con la coppia genitoriale, la famiglia o con il familiare del paziente si lavorerà su temi come la genitorialità e la coppia, offrendo anche uno spazio di ascolto e supporto. I colloqui saranno svolti a cadenza settimanale con uno psicologo per una durata d 8 incontri.
  • Gruppi terapeutici: la nostra associazione fonda il suo agire terapeutico principalmente a partire dal lavoro di gruppo, che si configura come una forma di intervento che permette di confrontarsi su tematiche contestuali, psicologiche e sociali correlate al disturbo alimentare. I gruppi che si attiveranno, sulla base delle differenti esigenze e bisogni dei pazienti, sono: il gruppo di sostegno psicologico ai pazienti a cadenza settimanale della durata di un’ora e mezzo condotto da 2 psicologhe e il gruppo rivolto ai familiari a cadenza quindicinale della durata di due ore condotto da una psicologa e da un dietista. Entrambi i gruppi saranno dei gruppi aperti, prevedendo l’ingresso di nuovi partecipanti durante il progetto.
  • Linea di supporto telefonico: sarà introdotto un numero telefonico dedicato, da poter contattare per ricevere informazioni e/o supporto in caso di difficoltà connesse a disturbi alimentari. Il numero sarà attivo dal lunedì al sabato e gestito da operatori che offriranno counseling e orientamento agli utenti.

Risultati attesi

I risultati attesi nei pazienti saranno incrementare la consapevolezza del disturbo alimentare, riducendo la sintomatologia alimentare e promuovendo il recupero di modalità di alimentazione più funzionali e in armonia con il proprio contesto sociale e familiare di riferimento.

Clinicamente ci si aspetta sul piano medico-nutrizionale una riduzione significativa della sintomatologia connessa al disturbo alimentare e all’immagine corporea quale: body checking, evitamento, normalizzazione del BMI, riduzione dei mezzi di compenso e delle pratiche di dieting, diminuzione del food checking, normalizzazione dei tempi di consumo del pasto. Sotto il profilo psicologico ci si aspetta una maggiore consapevolezza di sé e della patologia, con un miglioramento nella della regolazione emotiva, una riduzione di tratti patogeni (perfezionismo, compulsività, etc.), un miglioramento dell’autostima, un potenziamento di modalità comunicative e relazionali più efficaci.

Nei familiari si intende promuovere maggiori conoscenze relative ai disturbi alimentari, promuovere l’acquisizione di strategie alimentari più efficaci con un aumento dei pasti consumati in famiglia, modelli di relazione familiare meno conflittuali e invischianti, con un miglioramento delle capacità comunicative, e una riduzione dei livelli di ansia e stress.Il Progetto avrà ricadute sia a livello individuale che sociale, permettendo un maggiore contenimento dell’impatto socio-economico che i DCA comportano per le famiglie e i servizi territoriali.

Destinatari

Il progetto sarà rivolto a soggetti che soffrono di Disturbi del Comportamento Alimentare, utenti al primo ingresso in struttura e familiari. Criteri di inclusione saranno: a) la presenza di un DCA e di difficoltà alimentari, b) essere familiare (madre, padre, fratello, sorella, marito, moglie, nonno, nonna) di un paziente o ex paziente con DCA.

L’utenza prevista sarà di circa 120 utenti (pazienti e familiari).